L'azienda.
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Le nostre tre C. Un po’ di storia

Un’azienda è prima di tutto un progetto. E un progetto è un sogno che pian piano prende forma, prima sulla carta, poi sulla terra, e alla fine, per noi, nel vino. Il nostro progetto parte da due idee semplici: rispettare la natura ed essere al passo con i tempi nella tecnologia. Ma semplice non vuol dire facile. Abbiamo dovuto essere tenaci in certi momenti, solidi e con i piedi per terra in certi altri; abbiamo dovuto investire in terre, in tecnologia, e soprattutto in ricerca, e abbiamo ottenuto Cascina Castlèt.
Le uve vengono coltivate in trenta ettari di vigna a Costigliole d’Asti.
Abbiamo scommesso sulla terra, sulla nostra terra, sui vitigni del luogo: Barbera, Moscato, Uvalino ma anche Cabernet Sauvignon e Chardonnay, quest’ultimo coltivato a Costigliole fin dalla fine Settecento quando il marchese Filippo Asinari di San Marzano lo piantò per la prima volta.
Cascina Castlèt appartiene da generazioni alla famiglia Borio. Io, Mariuccia, l’ho ereditata da mio padre nel 1970. Negli anni ho dovuto fare scelte coraggiose anche sul marketing con bottiglie ed etichette suggestive, a volte provocatorie, molto individuali. Un tocco di estro sui nomi dei vini, Passum, Policalpo, Avié, Litina, Goj, Ataj e Uceline: tutti racchiudono un piccolo segreto, un racconto, una storia, che vi invitiamo a cercare di conoscere.
“Chi sceglie una bottiglia di Cascina Castlèt ama le cose belle, le cose buone, le cose che fanno sognare”. E’ una questione di etica e di cultura. Per noi etica e cultura significano prima di tutto rispetto dell’ambiente e di chi ci lavora.