Questo vino è il frutto della volontà di Mariuccia Borio che verso la metà degli anni ’80 ha deciso di recuperare un antico vitigno che si stava perdendo e che lei ricordava con affetto perché ritenuto dai suoi genitori e dai vecchi contadini un vino forte, generoso, che, se passito, era oggetto di culto e venerazione. Non lo si commercializzava poiché le quantità erano sempre molto esigue; lo si teneva in cantina per le grandi occasioni o per offrirlo agli ospiti più importanti.
L’iniziativa di recupero è partita in due direzioni, una scientifica, finanziando una ricerca che riconoscesse il vitigno stesso, e ne descrivesse le caratteristiche, e una pratica e agricola: la ricerca di piante residuali sul territorio per riuscire a costituire la prima vigna di questo vino. La ricerca scientifica, durata oltre vent’anni ha dato risultati entusiasmanti, sia sull’identità del vitigno che è certa, ben definita e circoscritta al territorio intorno a Costigliole, sia sulle sue caratteristiche: la forte resistenza che permette di abbattere in modo significativo i trattamenti, la tardività della maturazione che permette vendemmie quasi invernali su uve ancora turgide e sane; la ricchezza polifenolica, in particolare del resveratrolo, simbolo ormai universalmente riconosciuto del contributo del vino alla salute dell’uomo.
Vent’anni è durata anche la coltura, con sperimentazioni sia agricole che di cantina per arrivare al prodotto finale, che ha convinto il Ministero per le Politiche Agricole e Forestali ad inserire l’uvalino fra i vitigni ammessi alla produzione del vino in regione Piemonte.
Il nome Uceline non è un nome di fantasia, è il nome secentesco che si dava a queste uve a vendemmia tardiva che ultime rimanevano sulla pianta tanto da essere oggetto dell’attenzione degli uccellini nei momenti di magra che precedono l’inverno.
È un vino da meditazione, austero, rigoroso, ma con morbide note suadenti, di colore granato che permane nel tempo, nuances aranciate sono apparse appena accennate nel vino più vecchio che ha ormai 18 anni; al naso si presenta complesso con note di piccoli frutti, liquirizia e spezie dolci che tendono ad evolversi in sentori ancora più complessi con il tempo. In bocca si apprezza la struttura ampia, la potenza dei tannini sempre presenti ma mai allappanti, e la lunga persistenza con ricordi di frutta matura.