Un’azienda è, prima di tutto un progetto.
E un progetto è un sogno che pian piano
prende forma, prima sulla carta, poi sulla
terra, e alla fine, per noi, nel vino.
Il nostro progetto è stato semplice
perché è naturale che si debba da una
parte rispettare la natura e dall’altra
essere al passo con i tempi nella
tecnologia.
Ma semplice non vuol dire facile.
Abbiamo dovuto essere spregiudicati in
certi momenti, solidi e con i piedi per
terra in certi altri; abbiamo dovuto
investire in terre, in tecnologia, e
soprattutto in ricerca, e abbiamo
ottenuto Cascina Castle’t.
Un’azienda di piccole dimensioni che
offre un prodotto con un’alta immagine,
di estrema eleganza e di giusto prezzo.
Offriamo al cliente, quanto di meglio i
nostri venti ettari di vigna a Costigliole
d’Asti producono, curando
personalmente tutta la filiera, dalla vigna
fino al tavolo ove il vino verrà
consumato.
Abbiamo scommesso sulla terra, sulla
nostra terra, sui vitigni del luogo,
Barbera, Moscato, Uvalino e Cabernet,
vitigno universale che però già
dall’ottocento allignava nel nostro
territorio.
Cascina Castlet appartiene da generazioni
alla famiglia Borio e io, Mariuccia, attuale
titolare, l’ho ereditata da mio padre nel
1970, e in essa ho riversato oltre
all’amore per la terra d’origine, tutta
l’esperienza prima maturata a Torino
nella bottiglieria di famiglia. Conoscere i
gusti del cliente è stato lo strumento per
scegliere la via più idonea a produrre vini
che incontrassero le aspettative del
pubblico.
Il nostro gusto, tutto femminile, e il
coraggio, anch’esso femminile, ci hanno
portato a proporre bottiglie ed etichette
suggestive, a volte provocatorie, sempre
misurate e eleganti che offrano al cliente
un segno di individualità: “Chi sceglie
una bottiglia di Cascina Castle’t ama le
cose belle, le cose buone, le cose che
fanno sognare”. E’ una questione di etica
e di cultura.
Per noi etica a cultura significano
rispetto dell’ambiente e di chi ci lavora.
Dal progetto nidi, che abbiamo messo in
atto per proteggere gli uccelli e per farci
aiutare da essi, alle collaborazioni con
l’Università, con le organizzazioni no
profit, all’impegno diretto nell’attività de
Le donne del Vino, tutto viene fatto con
l’obbiettivo di ricercare serenità.
Solo un clima sereno è in grado di offrire
l’alta qualità del lavoro necessaria
quando si produce vino al nostro livello.
La cantina è oggi in una nuova fase di
ampliamento, con un’attenzione
particolare al reparto di appassimento
che è il nostro fiore all’occhiello e di cui
abbiamo una esperienza difficilmente
riscontrabile altrove.
Un tocco di estro sui nomi dei vini,
Passum, Policalpo, Avié , Litina, Goj:
tutti racchiudono un piccolo segreto, un
racconto, una storia, che vi invitiamo a
cercare di conoscere.